February 2010
44 posts
Johnny Ramone (via Renault4) (via manyinwonderland) (via solodascavare) (via uds) (via batchiara)
Purtroppo non mi basterà una vita per imparare a suonare come loro.
Squonk » E’ che da qualche parte si deve pur cominciare (via imod)
Non è che faccio distinzioni su cosa pretendere la legalità o meno. Il fatto è che nel primo caso sentiamo di poter far poco o nulla, o almeno questo è quello che vogliono farci credrere e a cui vogliono abituarci, nel secondo caso, invece, la Clerici ha ribadito che il popolo è sovrano, pertanto, ora che sembra ci siano stati brogli, è ovvio che ci si scaldi come un’orchestra: in ballo c’era il ritorno alla monarchia o il “secondo” posto in esilio.
Io penso.
E parlo, parlo, parlo.
Da solo.
Sempre.
Sono approdato su internet per boicottare la televisione, se non nelle cose che trovavo particolarmente interessanti e molto probabilmente che erano poco pop per la massa.
Quindi forse anche con quello snobismo iniziale ho cominciato a scrivere su un blog (non cose paricolarmente interessanti ma) sfoghi per lo più sulla politica, opinando l’attualità in generale. Senza aver fatto fortunatamente proseliti, mi sono messo a cercarne io di predicatori e mi sono feedato di blog dai gettonati ai meno (spesso molto meno). poi trovo il mondo tumblr e me ne apro uno e abbandono anche il blog per un po’; poi scopro, col tumblr, twitter che mi fa microbloggare (cacate colossali) e mi porta a scrivere così in quantità minore e così ristretto che col tumblo posto molte più immagini che testi.
Com’è che scopro friendfeed non me lo ricordo, anzi, mi pare grazie a twitter che lo aveva come funzione integrativa (boh?), fatto sta che uso anche quello, che io ero quello che diceva un social network mai, io, il misantropo, io, io che nonostante internet snobbavo il 2.0 e il 3.0, e invece…
che poi un po’ di resistenza c’è nel senso che, ecco, Facebook non ce l’ho, ma non è che cambi poi molto a questo punto, lo potrei pure attivare se non fosse per una questione tecnica: face book, faccia libro o libro delle facce, è l’idea 2.0 degli annuari di liceo in cui apparivano gli studenti con nome cognome e foto accanto, pertanto, non volendo essere “trovato” da chi mi conosce, pensava di conoscermi, o non mi conosce affatto, e trovando di poco senso (per il motivo tecnico) iscrivermi con il nickname “alienato” che uso sugli altri SN, non mi ci iscriverò, mai.
Tutto questo per dire…? me lo son dimenticato, in effetti FB non c’entrava niente nel sermone, ed è la prova che FB è il male; va bè.
Ecco ora ricordo…lo snobismo televisivo, l’iniziazione ad internet, l’incontro con i social network, freindfeed che mi prende più tempo degli altri, il gruppo remo contro Sanremo, il gruppo remo contro sanremo che vuole diventare remo contro l’isola o remo contro simona o remo contro e basta, e io, si, che ritorno a godermi (sbeffeggiando consapevolmente) il trash in TV.
Al termine di tutto questo, vista la lieve morbosità nel fissare il trash, o forse devo pensare che dentro di me ci sia del trash latente, mi dovrei sentire un po’ cassonetto.
In realtà non è cosi: cesso forse, ma questo è un altro discorso; no, dicevo, al netto dei fatti sui social sto solo cazzeggiando, come ribadito da altri praticanti di questa attività, e il fatto che io cazzeggi sui Social anzichè con le persone “fisiche” nella “realtà” non è un problema di intenet, o del social network, che separa anzichè unire e bla bla bla… per certi versi non è nenache un problema mio o di chi fa come me, semplicemente, se ho avuto la necessità di entrare un contatto con altre persone è perchè con quelle “reali” che avevo intorno non avevo niente in comune o forse essi stesso ritenevano che io non avessi niente in comune con loro, ma tant’è.
Ci si sceglie gli amici si dice, e, quei pochi, fortunatamente ci sono, ma se da dove mi trovo non posso trovarne altri, allora uso internet e per quel che sarà stare davanti ad uno schermo, ti puoi mettere in contatto con altri (che come dice la catepol, dietro un nick c’è una persona, a meno che non sia un bot), perchè sempre di mezzo di comunicazione si tratta, e per quel che sarà puoi passare qualche ora di cazzeggio, senza neanche sforzarsi tanto, basta pagare una connessione internet e dire la propria.
Non si nasce liberi, lo si diventa, e non basta né desiderarlo né sognarlo, né avere la sensazione di esserlo, per diventarlo realmente: essere liberi è una conquista continua e precaria che dura tutta una vita.
…… che la libertà esige parità e reciprocità, che non è raggiungibile senza immaginazione e sogni, che è di natura solitaria e deve fare compromessi con l’amore, che la dote principale di cui ha bisogno è il coraggio: di non fare come gli altri, di non seguire mode, uniformi, ipocrisie e di saper anche, in un’epoca di proclamato individualismo e di reale conformismo, levare la propria voce contro per ricordare il bisogno di amicizia, di tolleranza e di solidarietà.
da Bisogno di libertà di Björn Larsson
Ci sono vari gradi di pazzia, e più sei matto e più la tua pazzia risulterà evidente agli occhi degli altri. Per quasi tutta la vita ho nascosto la mia pazzia dentro di me, ma è qui, esiste.
…
Gran parte della mia vita da ragazzo e da adulto l’ho passata in piccole stanze, raggomitolato a guardare le pareti, le persiane rotte, i pomelli dei cassetti dei comò. Non ero indifferente alla femmina, e la desideravo, ma non così tanto da dannarmi per procurarmela. Mi piacevano i soldi, ma anche lì, come per la femmina, non volevo fare le cose necessarie per averli. Volevo appena quanto mi bastava per una stanza e qualcosa da bere. Bevevo da solo, generalmente a letto, con le cortine abbassate. A volte andavo nei bar per dare un’occhiata alla specie umana ma la specie restava sempre uguale - niente di straordinario, nella migliore delle ipotesi. In tutte le città setacciavo le biblioteche. Un libro dopo l’altro. Pochi mi dicevano qualcosa. Per lo più erano come polvere nella mia bocca, sabbia nella mia mente. Nessuno aveva niente a che vedere con me o con quel che provavo: dove mi trovavo - in nessun posto - che cosa facevo - niente - e cosa volevo - sempre niente. I libri del passato servivano soltanto a ingigantire il mistero di avere un nome e un corpo, di camminare, parlare, fare le cose. Nessuno sembrava corrispondere alla mia particolare pazzia.
…
Ero confuso, ma non ero infelice. Non ero cattivo. Solo che non riuscivo a ricavare niente da quello che avevo intorno.
…